Storia

 

Il Poligono di Tiro di Napoli è Sezione di Tiro a Segno Nazionale ed Associazione Sportiva Dilettantistica (CONI Provinciale).


   
  Le prime elezioni si ebbero il 30 novembre 1864: il presidente era di autorità, come prevedeva la legge, il comandante della Guardia Nazionale di Napoli nella persona del Comm.Gen. Francesco Gargano mentre l’ organico del Consiglio Direttivo era così composto:
Vice presidenti:  Cav.  Tommaso LUCARELLI    
  Barone Tommaso PALLANTE  
         
Consiglieri: Cav. Giuseppe COPPOLA (Segretario)  
  Cav. Giuseppe MELCHIORRE  
  Cav. Pietro PAPA  
  Cav. Giuseppe CILIBERTI  
  Cav. Francesco FERRARA  
  Comm. Gioacchino COLONNA  
  Sig. Luigi SETTEMBRINI  
  Sig. Francesco GIURA  
  Sig. Luigi AMATO  
  Sig. Giovanni Di NAPOLI  
  Sig. Luigi SARNELLI  
 Nei primi tempi le esercitazioni si svolgevano in un campo di tiro privato che esisteva già dal 1861 e che era situato al Corso Vittorio Emanuele sotto il costone tufaceo che tuttora incombe sulla stazione ferroviaria di Mergellina.
In seguito anche il poligono militare dei Bagnoli, nato in epoca Borbonica come poligono di artiglieria e che si estendeva dal mare fino alla collina di Posillipo sviluppandosi per oltre 2 chilometri, ospitò i tiratori della Società come pure li ospitò il poligono del tiro Provinciale, sorto nel 1871 nei pressi di Piazza Carlo III, a beneficio soprattutto dei militi della Guardia Nazionale. Purtroppo lo scioglimento della Guardia Nazionale, avvenuto nel 1876, provocò una profonda crisi nel Tiro a Segno Nazionale, crisi che si protasse fino al 1880: la mancanza dell’ organico della Guardia Nazionale, intorno al quale ruotava tutta l’organizzazione, aveva portato ad un quasi completo abbandono dell’istituzione.
Con la legge del 2 luglio 1882 n. 883 si risolse la crisi e la Direzione Provinciale del Tiro di Napoli, presieduta dal Cav. Francesco Petrelli, rappresentante del Prefetto, nella seduta del 7 gennaio 1884 autorizzava la costituzione della “Società del Tiro a Segno Nazionale del mandamento di Napoli”. Il 21 gennaio il sindaco Nicola Amore,già questore della città ed insigne uomo politico che sarebbe poi stato anche senatore del Regno, indiceva le elezioni dei cinque membri del consiglio di presidenza che comprendeva per legge il sindaco ed un rappresentante dell’esercito.
 
Il 28 gennaio presso il gabinetto del sindaco a palazzo S. Giacomo si riunivano i consiglieri per procedere all’elezione del presidente della Società: all’ unanimità venne eletto Nicola Amore.
Con la chiusura del poligono del Tiro Provinciale, sorse la necessità di realizzare un campo di tiro adatto alle esigenze dei tiratori della Società che aveva visto incrementare notevolmente il numero degli iscritti sino a raggiungere nel 1891 quota 3200.
Sempre nel 1891 l’ allorapresidente ing. Eduardo De Siena, insieme ai consiglieri ing. Pasquale Attanasio ed ing. Tommaso Sorgente, aveva redatto un progetto di un poligono da affiancare a quello militare dei Bagnoli. Il Genio Militare, bocciando l’idea di un nuovo poligono, si limitò a ristrutturare il poligono militare esistente adeguandolo alle norme di sicurezza che erano state imposte dal Ministero della Guerra ed attuando in parte le proposte fatte nel progetto dei tecnici della Società.
Il 12 dicembre 1897 avvenne l' inaugurazione del nuovo poligono con la gara di onore alla presenza di S.A.R. il principe di Napoli Vittorio Emanuele che tirava il primo colpo. Nel giugno 1909 si ebbe a Napoli il V Congresso del Tiro a Segno Nazionale fortemente voluto dall’allora presidente marchese Di Campolattaro per celebrare il venticinquesimo anniversario della fondazione della Società e per festeggiare il titolo mondiale del napoletano Raffaele Frasca nell’arma libera conquistato a Vienna il 3 luglio 1908 (Frasca è stato il più forte tiratore che abbia avuto Napoli). La prima guerra mondiale purtroppo aveva fatto ristagnare l’ attività del tiro e solo nel 1919, mentre la vita nazionale si riportava al suo andamento normale, si ebbe una certa ripresa.
 
Nel 1920 si parlava di “nazione armata”, superando inconsideratamente tutte le premesse di trasformazione del tiro a segno da organismo militare a quello civile per l’esercizio di uno sport a carattere popolare. E si arriva al secondo conflitto mondiale
 
Nonostante il delicato periodo di emergenza bellica l’ Unione organizzava nel 1944 un incontro a squadre su quattro armi fra tiratori italiani e tedeschi. La importante competizione ebbe luogo sul campo di tiro dei Bagnoli dal 23 al 26 maggio e l’ Italia si aggiudicò due vittorie di squadra e tre primi posti nelle classifiche individuali. Precedentemente nell’ aprile 1941 Napoli vinceva i Littoriali Femminili di Tiro, svoltisi a Firenze, con moschetto Beretta cal. 22 sia in campo individuale che a squadra. Alla gara presero parte 63 tiratrici appartenenti a 25 G.U.F. (Giovantù Universitaria Fascista) e Tina Scapagnini di Napoli precedette in classifica Magda Ceriati di Parma e Nada Minghetti pure di Napoli. Sempre Napoli vinceva a squadre davanti a Milano e a Parma. Nello stesso anno a Torino nel mese di settembre, ai campionati femminili della G.I.L. (Gioventù Italiana del Littorio) Napoli si ripeteva vincendo il titolo a squadre davanti a Brescia e Milano
 
Nel 1943 il poligono dei Bagnoli venne saccheggiato e quasi interamente distrutto indi restò requisito dai Comandi alleati fino al 1947 e, successivamente, occupato dai senza tetto.
 
Se ciò nonostante la Sezione napoletana, dopo la derequisizione del poligono da parte dei Comandi Alleati, continuò a svolgere una certa attività di tiro, sia pure limitata, lo si dovette unicamente alla buona volontà ed allo spirito sportivo dei dirigenti e del personale.
 
Il perfetto affiatamento esistente fra i dirigenti e i tiratori, la cordialità che univa i giovani soci a quelli anziani nel solo desiderio di far rivivere questo sport, erano la sicura premessa per la realizzazione di un programma a lungo termine che avrebbe portato la Sezione di Napoli a rinascere dalle sue ceneri come l’Araba Fenice.
 
La ricostruzione del poligono iniziata nella seconda metà degli anni ’60 del 1900 e, passando per varie fasi evolutive di ampliamenti, conclusasi alla fine degli anni ’80, ha fatto sì che Napoli avesse una moderna struttura di tiro tanto da poter istituire una mirabile organizzazione sportiva che ha portato la Sezione a vincere il Campionato Nazionale per ben dodici anni consecutivi dal 1996 al 2008.
 
E la storia continua………
 
NOTIZIE TRATTE DAL LIBRO DI CARLO AMATO:    IL TIRO A SEGNO A NAPOLI
Storia, cronaca, luci ed ombre

 

Il Tiro a Segno Nazionale Sezione di Napoli promuove e sviluppa la pratica sportiva, per un maggiore benessere psico-fisico, di tutti i giovani. Collabora con: Scuole; Ministeri; Istituti di vigilanza; Enti locali; CONI; Società Sportive e culturali; ecc. al fine di migliorare i livelli qualitativi dell'offerta sportiva e del tempo libero avendo come fine quello di essere un momento importante di aggregazione sociale. Il Tiro a Segno Nazionale Sezione di Napoli è stata tra le prime Società Sportive ad aderire ai principi ispiratori del CONI. Attualmente conta circa 8.600 iscritti.

 


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Disponibile presso la segreteria della Sezione

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T.S.N. Napoli

E’ il più grande Poligono di Tiro dell’Italia Meridionale. Il 21 maggio 1862; ad un anno dal Regio Decreto 1° aprile 1861 n. 4698 in cui si disponeva che enti locali e associazioni private potessero istituire dei tiri a segno comunali, mandamentali o provinciali, nasceva la Società del Tiro Comunale di Napoli....

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